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Come ci prepariamo al grande viaggio dopo la crisi? Spunti e idee per prepararsi alla ri-partenza

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Crisi. Si è detto tantissimo su questa parola, durante le ripetute crisi economiche degli ultimi decenni si è spesso attinto dalla ricca etimologia di questo vocabolo. Esso infatti deriva da una radice greca che indica la scelta, il giudizio. Indica la capacità di distinguere, di discernere. Non a caso, si tratta della medesima radice dell’aggettivo “critico”.” Avere senso critico”, appunto.

C’è anche chi scava in altri patrimoni linguistici, per scoprire che l’ideogramma cinese che indica il concetto di crisi unisce il riferimento al pericolo e quello all’opportunità.

Costruendo un bel ponte spazio-temporale, ci troviamo proprio nel pieno corso di una crisi, dove viviamo tutti un costante senso di pericolo, ma che, grazie ai profondi cambiamenti che ha recato, rappresenta anche una grande opportunità. A patto di avere senso critico, da utilizzare per reinventarsi e costruire nuove identità e nuove strade.

Sì, stiamo proprio pensando alla Fase 2 dell’epidemia Covid-19, la fase della graduale riapertura delle attività e del riavvio delle reti economiche.

Da dove cominciare? Ogni imprenditore si sente perso, ogni abitudine deve essere sovvertita, ogni spazio messo a soqquadro e riorganizzato. Anche se la Fase 2 non è ufficialmente cominciata, possiamo sicuramente iniziare a stilare una checklist con i passi da fare, già da ora, per prepararci al meglio al tanto atteso momento.

Dobbiamo davvero cambiare del tutto? Prima di tutto conoscere sé stessi, per poi farsi conoscere

Abbiamo parlato di drastici cambiamenti, di un sovvertimento generale addirittura. Questo però può riguardare la prassi operativa quotidiana, il tono nella comunicazione, ma occorre non privare un’attività o un’azienda della sua essenza e del suo fine più proprio. Questo contribuirà a consolidare l’identità aziendale, la percezione della stessa presso la clientela e fornirà un importante supporto per la costruzione di una globale sensazione di recuperata “normalità”, favorendo i consumi e la conoscenza del brand e dell’azienda.

Aggiornamento costante

Un’informazione continua e costante garantisce di prendere tempestivamente provvedimenti che rendano l’attività conforme a provvedimenti legislativi ma soprattutto alle aspettative e alle esigenze della clientela, quanto mai mutevoli e cangianti come in questo momento, indubbiamente influenzate da sentimenti (paura, purtroppo, in primis). Per esempio si può pensare a modalità di igienizzazione degli spazi compatibili con tempi e tipologia di attività, modalità di distanziamento che non influiscano sull’efficacia dei servizi ma che garantiscano la sicurezza, dispositivi di protezione da utilizzare….

Toni nella comunicazione e conformità al momento

Anche se le attività non si svolgono a pieno regime, una buona idea può essere quella di continuare a comunicare, rendo però il proprio tono in linea generale più serio e conforme ai sentimenti del pubblico. Tuttavia occorre fare attenzione a non incappare nell’atteggiamento opposto, rendendo qualsiasi messaggio carico di un pathos inadeguato rispetto all’essenza del brand, magari da sempre leggera e spiritosa.

Fare previsioni sui nuovi comportamenti e sulla nuova mentalità

Tutte le aziende dovrebbero cimentarsi nell’analisi e nell’ipotesi della nuova mentalità collettiva che si sta costituendo e dei comportamenti correlati. Di cosa avranno paura i nostri clienti? Cosa faranno di conseguenza? Se, per esempio, possiedo un ristorante, mi aspetterò che i clienti desidereranno distanze di sicurezza fra un tavolo e l’altro

Fornire assistenza e consolidare la relazione con il consumatore

I consumatori sono in grande difficoltà, spesso non sanno se possono usufruire di determinati servizi e con quali modalità. L’azienda ha il compito di accompagnarli nella scoperta della propria rinnovata offerta di prodotti e servizi, informando accuratamente su provvedimenti e precauzioni.

Regalare positività e leggerezza

Infine, in un momento in cui i dati concreti non sono sempre rassicuranti, è importante creare connessioni e senso di comunità, favorendo l’empatia fra le persone, manifestando e consolidando un atteggiamento positivo e speranzoso.

Ad uno sguardo globale, quindi, possiamo affermare che l’obiettivo di questo momento è quello di preparare un terreno soffice, fertile e accogliente per le nuove esigenze, le nuove idee e le nuove forme di consumo che si andranno delineando con chiarezza solo con il trascorrere del tempo. La chiave è rimanere sul pezzo, coniugando senso critico, adattabilità e flessibilità.

Ti è piaciuto il nostro articolo?

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Crisi. Si è detto tantissimo su questa parola, durante le ripetute crisi economiche degli ultimi decenni si è spesso attinto dalla ricca etimologia di questo vocabolo. Esso infatti deriva da una radice greca che indica la scelta, il giudizio. Indica la capacità di distinguere, di discernere. Non a caso, si tratta della medesima radice dell’aggettivo “critico”.” Avere senso critico”, appunto.

C’è anche chi scava in altri patrimoni linguistici, per scoprire che l’ideogramma cinese che indica il concetto di crisi unisce il riferimento al pericolo e quello all’opportunità.

Costruendo un bel ponte spazio-temporale, ci troviamo proprio nel pieno corso di una crisi, dove viviamo tutti un costante senso di pericolo, ma che, grazie ai profondi cambiamenti che ha recato, rappresenta anche una grande opportunità. A patto di avere senso critico, da utilizzare per reinventarsi e costruire nuove identità e nuove strade.

Sì, stiamo proprio pensando alla Fase 2 dell’epidemia Covid-19, la fase della graduale riapertura delle attività e del riavvio delle reti economiche.

Da dove cominciare? Ogni imprenditore si sente perso, ogni abitudine deve essere sovvertita, ogni spazio messo a soqquadro e riorganizzato. Anche se la Fase 2 non è ufficialmente cominciata, possiamo sicuramente iniziare a stilare una checklist con i passi da fare, già da ora, per prepararci al meglio al tanto atteso momento.

Dobbiamo davvero cambiare del tutto? Prima di tutto conoscere sé stessi, per poi farsi conoscere

Abbiamo parlato di drastici cambiamenti, di un sovvertimento generale addirittura. Questo però può riguardare la prassi operativa quotidiana, il tono nella comunicazione, ma occorre non privare un’attività o un’azienda della sua essenza e del suo fine più proprio. Questo contribuirà a consolidare l’identità aziendale, la percezione della stessa presso la clientela e fornirà un importante supporto per la costruzione di una globale sensazione di recuperata “normalità”, favorendo i consumi e la conoscenza del brand e dell’azienda.

Aggiornamento costante

Un’informazione continua e costante garantisce di prendere tempestivamente provvedimenti che rendano l’attività conforme a provvedimenti legislativi ma soprattutto alle aspettative e alle esigenze della clientela, quanto mai mutevoli e cangianti come in questo momento, indubbiamente influenzate da sentimenti (paura, purtroppo, in primis). Per esempio si può pensare a modalità di igienizzazione degli spazi compatibili con tempi e tipologia di attività, modalità di distanziamento che non influiscano sull’efficacia dei servizi ma che garantiscano la sicurezza, dispositivi di protezione da utilizzare….

Toni nella comunicazione e conformità al momento

Anche se le attività non si svolgono a pieno regime, una buona idea può essere quella di continuare a comunicare, rendo però il proprio tono in linea generale più serio e conforme ai sentimenti del pubblico. Tuttavia occorre fare attenzione a non incappare nell’atteggiamento opposto, rendendo qualsiasi messaggio carico di un pathos inadeguato rispetto all’essenza del brand, magari da sempre leggera e spiritosa.

Fare previsioni sui nuovi comportamenti e sulla nuova mentalità

Tutte le aziende dovrebbero cimentarsi nell’analisi e nell’ipotesi della nuova mentalità collettiva che si sta costituendo e dei comportamenti correlati. Di cosa avranno paura i nostri clienti? Cosa faranno di conseguenza? Se, per esempio, possiedo un ristorante, mi aspetterò che i clienti desidereranno distanze di sicurezza fra un tavolo e l’altro

Fornire assistenza e consolidare la relazione con il consumatore

I consumatori sono in grande difficoltà, spesso non sanno se possono usufruire di determinati servizi e con quali modalità. L’azienda ha il compito di accompagnarli nella scoperta della propria rinnovata offerta di prodotti e servizi, informando accuratamente su provvedimenti e precauzioni.

Regalare positività e leggerezza

Infine, in un momento in cui i dati concreti non sono sempre rassicuranti, è importante creare connessioni e senso di comunità, favorendo l’empatia fra le persone, manifestando e consolidando un atteggiamento positivo e speranzoso.

Ad uno sguardo globale, quindi, possiamo affermare che l’obiettivo di questo momento è quello di preparare un terreno soffice, fertile e accogliente per le nuove esigenze, le nuove idee e le nuove forme di consumo che si andranno delineando con chiarezza solo con il trascorrere del tempo. La chiave è rimanere sul pezzo, coniugando senso critico, adattabilità e flessibilità.

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