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Strategie , GDO

Il marketing nella GDO: fra scelte vecchio stampo e rapide trasformazioni.

Il marketing nella GDO: fra scelte vecchio stampo e rapide trasformazioni.

L'intramontabile volantino cartaceo

Il volantino sembra essere un vero evergreen del marketing della GDO. In particolare il volantino cartaceo pare un elemento immancabile nelle nostra quotidianità. L’aspettativa di trovarlo lì, nella cassetta della posta, è incancellabile dalla nostra memoria collettiva. Anzi, di trovarne non solo uno, bensì un’ampia scelta. Confrontarli diventava quasi un gioco, un passatempo per le serate invernali: un occhio al volantino ed un occhio alla tv. Sino ad un anno fa, stando ad una indagine di Tiendeo ( ottobre 2018), portale dove è possibile consultare volantini di tutti i maggiori retailer,  i cataloghi cartacei  continuano a rappresentare una scelta primaria, benché dal sapore “old school”, per pressoché qualsiasi brand afferente alla GDO, quando si tratta di indirizzare il budget a disposizione per la propria strategia di marketing. I settori merceologici dominanti in questo caso sono quello degli alimentari e dell’Hi- Tech. Così consumatori vengono a conoscenza delle offerte e degli sconti sui prodotti attraverso materiale pubblicitario presente nella loro cassetta postale, o da ritirare direttamente all’interno dei supermercati. Questi dati possono fornirci interessanti informazioni sul comportamento degli utenti e sulle dinamiche che precedono l’acquisto.

 

Finestre per il digitale

Tuttavia, ciò non toglie che vi sia una crescente attenzione nei riguardi del digitale: i social network, le strategie SEO di indicizzazione sui motori di ricerca sono diventati dei pilastri del marketing. In aggiunta a tutto ciò, numerosissimi brand si sono dotati di volantini digitali, comodamente consultabili tramite pc, tablet e immancabilmente, smartphone. Perché allora la forma cartacea sembra inossidabile? SI potrebbe optare per una lettura sociologica del dato, facendone una questione generazionale. La popolazione degli acquirenti di oggi non è ancora composta da soli nativi digitali. Probabilmente quando la generazione dei nativi digitali, puri o spuri che siano, diverrà popolazione acquirente, la componente digitale avrà nettamente la meglio. Oppure si potrebbero individuare dei “Punti deboli” del marketing digitale, quali l’eccessiva quantità di contenuti, visivi e relativi ad offerte, che possono finire per distrarre l’utente. Secondo i dati emersi dal monitoraggio dei siti web dei grandi brand, pare esservi una tendenza per la quale difficilmente si resta a lungo sulla stessa “landing page”: vengono infatti spesso aperte nuove finestre, spesso con contenuti pubblicitari. Pertanto l’attenzione del consumatore sembra sì convogliata verso determinati prodotti o offerte, ma non del tutto canalizzata. In ciò potrebbe consistere invece l’efficacia del volantino cartaceo: nell’essenzialità, nelle informazioni numericamente ridotte, veicolate con una grafica di impatto coì da concentrare in tempi brevi ma proficui l’attenzione dell’utente. A nostro giudizio queste peculiarità del format cartaceo, strategicamente valide, possono essere efficacemente riportate in un contesto digitale.

 

Digitale o cartaceo, è il format del volantino ad essere un evergreen

Anche perché, secondo studi ancor più recenti, si inizia a delineare una contrazione nella fruizione del  cartaceo a favore del digitale. il trend è confermato dalla ricerca realizzata in collaborazione con Nielsen da ShopFully, la Drive-to-Store company leader in Italia, che rivela che solo il 17,6% dei volantini stampati viene letto dai consumatori.

Il volantino, però, in qualità di strumento in sé, rimane il principale veicolo per comunicare le promozioni: il cambiamento risiede nelle modalità di fruizione, che vede la carta lasciar spazio, lentamente, alla consultazione digitale, in particolar modo su piattaforme web ed app.

Vorresti realizzare un volantino, digitale o cartaceo oppure una app? Guarda qui: https://treebe.it/it/servizi/

Dalla ricerca, presentata nel novembre 2019 all’Osservatorio Multicanalità del Politecnico di Milano, emerge infatti che, rispetto al 2014, la penetrazione del volantino (sia cartaceo che digitale) sulla popolazione è aumentata soprattutto grazie al contributo dato dalla fruizione in digitale, che ad oggi risulta riguardare ben il 38% dei consumatori. 

Emerge dunque che la forma volantino, a prescindere dal suo essere cartaceo o digitale, rimane un punto di riferimento per il consumatore. Ma, dal punto di vista dell’azienda, è davvero efficace questo strumento per distinguersi dalla concorrenza e “farsi scegliere”? Se la leva prezzo continua ad essere da un lato un polo attrattivo fondamentale per i clienti, dall’altro sembra necessario trovare nuovi modi per differenziarsi dai concorrenti proponendo elementi distintivi della propria strategia e del proprio brand . 

 

Informare non basta. Occorre fidelizzare.

Considerando il volantino, infatti, esso rimane un mero strumento informativo se non lo si corrobora con strategie di fidelizzazzione del cliente ad hoc. Per creare strategie su misura occorre quindi conoscere a fondo il potenziale consumatore , conoscerne il contesto e la comunità.

La conoscenza della clientela nasce e attraversa la costruzione di una relazione di ascolto e dialogo. Il fine è creare un circolo virtuoso in cui l’azienda ascolta il cliente ed egli fornisce, lasciandosi ascoltare (attraverso l’utilizzo, per esempio, di piattaforme e app) preziose informazioni e dati su di sé. In questo modo l’azienda è in grado di rispondere ad essi, che rivelano esigenze e preferenze, con proposte mirate. Fondamentale è anche la creazione di community collegate a dei piani loyalty che puntano poi a fidelizzare il cliente con attività di “ ricompensa”e ingaggio creando così rapporto continuativo e duraturo nel tempo. La conoscenza quindi è la base della fedeltà.

La conoscenza e l’analisi del cliente permettono di attuare strategie e azioni per migliorarne la soddisfazione e quindi la sua fedeltà al marchio.

Ti è piaciuto il nostro articolo?

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Il marketing nella GDO: fra scelte vecchio stampo e rapide trasformazioni.

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L'intramontabile volantino cartaceo

Il volantino sembra essere un vero evergreen del marketing della GDO. In particolare il volantino cartaceo pare un elemento immancabile nelle nostra quotidianità. L’aspettativa di trovarlo lì, nella cassetta della posta, è incancellabile dalla nostra memoria collettiva. Anzi, di trovarne non solo uno, bensì un’ampia scelta. Confrontarli diventava quasi un gioco, un passatempo per le serate invernali: un occhio al volantino ed un occhio alla tv. Sino ad un anno fa, stando ad una indagine di Tiendeo ( ottobre 2018), portale dove è possibile consultare volantini di tutti i maggiori retailer,  i cataloghi cartacei  continuano a rappresentare una scelta primaria, benché dal sapore “old school”, per pressoché qualsiasi brand afferente alla GDO, quando si tratta di indirizzare il budget a disposizione per la propria strategia di marketing. I settori merceologici dominanti in questo caso sono quello degli alimentari e dell’Hi- Tech. Così consumatori vengono a conoscenza delle offerte e degli sconti sui prodotti attraverso materiale pubblicitario presente nella loro cassetta postale, o da ritirare direttamente all’interno dei supermercati. Questi dati possono fornirci interessanti informazioni sul comportamento degli utenti e sulle dinamiche che precedono l’acquisto.

 

Finestre per il digitale

Tuttavia, ciò non toglie che vi sia una crescente attenzione nei riguardi del digitale: i social network, le strategie SEO di indicizzazione sui motori di ricerca sono diventati dei pilastri del marketing. In aggiunta a tutto ciò, numerosissimi brand si sono dotati di volantini digitali, comodamente consultabili tramite pc, tablet e immancabilmente, smartphone. Perché allora la forma cartacea sembra inossidabile? SI potrebbe optare per una lettura sociologica del dato, facendone una questione generazionale. La popolazione degli acquirenti di oggi non è ancora composta da soli nativi digitali. Probabilmente quando la generazione dei nativi digitali, puri o spuri che siano, diverrà popolazione acquirente, la componente digitale avrà nettamente la meglio. Oppure si potrebbero individuare dei “Punti deboli” del marketing digitale, quali l’eccessiva quantità di contenuti, visivi e relativi ad offerte, che possono finire per distrarre l’utente. Secondo i dati emersi dal monitoraggio dei siti web dei grandi brand, pare esservi una tendenza per la quale difficilmente si resta a lungo sulla stessa “landing page”: vengono infatti spesso aperte nuove finestre, spesso con contenuti pubblicitari. Pertanto l’attenzione del consumatore sembra sì convogliata verso determinati prodotti o offerte, ma non del tutto canalizzata. In ciò potrebbe consistere invece l’efficacia del volantino cartaceo: nell’essenzialità, nelle informazioni numericamente ridotte, veicolate con una grafica di impatto coì da concentrare in tempi brevi ma proficui l’attenzione dell’utente. A nostro giudizio queste peculiarità del format cartaceo, strategicamente valide, possono essere efficacemente riportate in un contesto digitale.

 

Digitale o cartaceo, è il format del volantino ad essere un evergreen

Anche perché, secondo studi ancor più recenti, si inizia a delineare una contrazione nella fruizione del  cartaceo a favore del digitale. il trend è confermato dalla ricerca realizzata in collaborazione con Nielsen da ShopFully, la Drive-to-Store company leader in Italia, che rivela che solo il 17,6% dei volantini stampati viene letto dai consumatori.

Il volantino, però, in qualità di strumento in sé, rimane il principale veicolo per comunicare le promozioni: il cambiamento risiede nelle modalità di fruizione, che vede la carta lasciar spazio, lentamente, alla consultazione digitale, in particolar modo su piattaforme web ed app.

Vorresti realizzare un volantino, digitale o cartaceo oppure una app? Guarda qui: https://treebe.it/it/servizi/

Dalla ricerca, presentata nel novembre 2019 all’Osservatorio Multicanalità del Politecnico di Milano, emerge infatti che, rispetto al 2014, la penetrazione del volantino (sia cartaceo che digitale) sulla popolazione è aumentata soprattutto grazie al contributo dato dalla fruizione in digitale, che ad oggi risulta riguardare ben il 38% dei consumatori. 

Emerge dunque che la forma volantino, a prescindere dal suo essere cartaceo o digitale, rimane un punto di riferimento per il consumatore. Ma, dal punto di vista dell’azienda, è davvero efficace questo strumento per distinguersi dalla concorrenza e “farsi scegliere”? Se la leva prezzo continua ad essere da un lato un polo attrattivo fondamentale per i clienti, dall’altro sembra necessario trovare nuovi modi per differenziarsi dai concorrenti proponendo elementi distintivi della propria strategia e del proprio brand . 

 

Informare non basta. Occorre fidelizzare.

Considerando il volantino, infatti, esso rimane un mero strumento informativo se non lo si corrobora con strategie di fidelizzazzione del cliente ad hoc. Per creare strategie su misura occorre quindi conoscere a fondo il potenziale consumatore , conoscerne il contesto e la comunità.

La conoscenza della clientela nasce e attraversa la costruzione di una relazione di ascolto e dialogo. Il fine è creare un circolo virtuoso in cui l’azienda ascolta il cliente ed egli fornisce, lasciandosi ascoltare (attraverso l’utilizzo, per esempio, di piattaforme e app) preziose informazioni e dati su di sé. In questo modo l’azienda è in grado di rispondere ad essi, che rivelano esigenze e preferenze, con proposte mirate. Fondamentale è anche la creazione di community collegate a dei piani loyalty che puntano poi a fidelizzare il cliente con attività di “ ricompensa”e ingaggio creando così rapporto continuativo e duraturo nel tempo. La conoscenza quindi è la base della fedeltà.

La conoscenza e l’analisi del cliente permettono di attuare strategie e azioni per migliorarne la soddisfazione e quindi la sua fedeltà al marchio.

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