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Mercati , Social network

Resoconto di un 2019 sempre più digital

Resoconto di un 2019 sempre più digital

We are social, agenzia di comunicazione e marketing con focus sul mondo social e Hootsuite, piattaforma leader nel settore del social media management, presentano ogni anno un dettagliato report che offre uno spaccato del panorama digital dell’anno appena trascorso, che comprende una visione globale e degli approfondimenti per singole aree geografiche e nazioni.

Gli aspetti analizzati sono l’utilizzo di internet, del mobile, delle piattaforme social e dell’e-commerce. 

Noi abbiamo deciso di concentrarci sull’analisi effettuata sul panorama digitale italiano.

É emerso che sono quasi 55 milioni gli italiani (su una popolazione totale di circa 60.500.000 abitanti) a possedere un accesso ad internet, vale a dire oltre 9 su 10 ed il dato presenta una tendenza alla crescita . Si è inoltre registrata una crescita del +2,9% degli utenti delle piattaforme social. In particolare 31 milioni di utenti attivi sui social lo sono da dispositivi mobili.

Ci è chiaro quanti siamo, ma forse non quanto tempo passiamo connessi.

Bene, i dati ci dicono che in media passiamo oltre 6 ore al giorno connessi (di cui circa un terzo sui social) .

E cosa facciamo in queste 6 lunghe ore?

Il 92% degli italiani guarda video online, ma anche il mondo del gaming è assolutamente da annoverare fra le attività online preferite dagli italiani.

E naturalmente, come anticipato precedentemente, noi italiani navighiamo sui social.

YouTube, Facebook, WhatsApp, Messenger, Instagram sono le piattaforme social più utilizzate nel nostro paese. 

Oltre a questi colossi vediamo Twitter e LinkedIn sui quali è attivo rispettivamente il 32% e 29% della popolazione italiana. All’interno dell’ecosistema Facebook (che comprende quindi anche Whatsapp, Messenger e Instagram) la fascia d’età più attiva risulta essere quella dai 25 ai 34 anni d’età, seguita da quelle 35-44 e 45-54.

Agli italiani piace molto anche fare acquisti online. Due italiani su tre effettuano acquisti o pagamenti online, e il 42% li effettua da dispositivi mobili.

Le categorie merceologiche più in crescita in questo senso sono quelle relative al cibo e alla cura della persona, all’ arredamento e agli elettrodomestici.

Dalla considerazione di questi sintetici ma estremamente rappresentativi punti è evidente quindi come in Italia gli utenti dei social cerchino in essi forme di svago e divertimento, declinate su molte piattaforme diverse  e per molto tempo (6 ore online, quasi 2 sui social, ogni giorno). 

 

Dal panorama digital del 2019 alle prospettive per il 2020

Che impatto avrà tutto questo sulle strategie di marketing? Come cambierà il lavoro dell’agenzia al cospetto di questo variegato paesaggio?

Per qualsiasi brand sarà di fondamentale importanza la conoscenza degli utenti del web e dei social al fine di apprenderne gli schemi comportamentali, le loro tendenze e la loro evoluzione, per poter poi raggiungere loro attraverso un approccio strategico, per soddisfarne ogni esigenza. I contenuti diventeranno sempre più “esperienze”, volte a stimolare il giudizio e l’interazione, che non vengano percepite come interruzione delle proprie attività di svago online. Si veda l’esplosione del formato stories, per averne un esempio.

Quali saranno, dunque, i compiti dell’agenzia?

L’agenzia di comunicazione, per come la conosciamo oggi, sembra essere destinata ad estinguersi se non si adegua alle nuove esigenze dei clienti, stando al passo con le nuove tecnologie di automazione.

Stiamo vivendo giorni di rivoluzione del mercato digitale e della relativa offerta rivolta alle imprese.

Con l’accesso a sempre più numerose informazioni e fonti di dati dalle quali attingere per segmentare e raggiungere il pubblico giusto, l’automazione tramite Machine Learning e Intelligenza Artificiale cambieranno numerosi aspetti della grande famiglia di cui fanno parte Google Ads e Facebook Ads, per esempio. Come? Compiti semplici e ripetitivi come la creazione di annunci Google e Facebook potranno essere automatizzati.

Il prezzo da pagare per tale automatizzazione sembra essere il sacrificio della creatività, dell’intuito e della strategia che solo l’intelligenza “umana” può dare.

Tuttavia, una delle più sorprendenti caratteristiche dell’intelligenza di noi esseri umani, è la flessibilità e l’adattabilità.

Di fronte all’automatizzazione dei processi le agenzie hanno la grande opportunità di adeguarsi al cambiamento, riformulando la propria strategia e le proprie metodologie d’azione. Le agenzie diventano progressivamente “piloti di piloti automatici” - con un’efficace espressione di Massimiliano Baldocchi. Ciò significa, concretamente, che solo le agenzie possono scegliere quali dati considerare ed in base a quali dati i sistemi automatizzati debbano agire. Solo le agenzie possono individuare gli obiettivi dell’azienda e stabilirne una corrispondenza con la tipologia di campagna ed i suoi risultati. Solo l’agenzia può decidere di deviare da una linea pre-determinata e di intraprendere azioni correttive, qualora fossero necessarie.

Dunque, quali caratteristiche dell’agenzia si trasformeranno in autentico valore per il cliente?

Forse la capacità di fornire all’azienda una valida consulenza ed una efficace proposta strategica?

Forse l’abilità di raccogliere i dati giusti, mettendoli poi in una forma chiara e coerente, in base agli obiettivi da raggiungere?

Se è vero che l’intelligenza artificiale ottimizza ciò che apprende, é l’intelligenza umana - o le skills dell’agenzia - a determinare la qualità di ciò che essa deve apprendere.

Ti è piaciuto il nostro articolo?

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Resoconto di un 2019 sempre più digital

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We are social, agenzia di comunicazione e marketing con focus sul mondo social e Hootsuite, piattaforma leader nel settore del social media management, presentano ogni anno un dettagliato report che offre uno spaccato del panorama digital dell’anno appena trascorso, che comprende una visione globale e degli approfondimenti per singole aree geografiche e nazioni.

Gli aspetti analizzati sono l’utilizzo di internet, del mobile, delle piattaforme social e dell’e-commerce. 

Noi abbiamo deciso di concentrarci sull’analisi effettuata sul panorama digitale italiano.

É emerso che sono quasi 55 milioni gli italiani (su una popolazione totale di circa 60.500.000 abitanti) a possedere un accesso ad internet, vale a dire oltre 9 su 10 ed il dato presenta una tendenza alla crescita . Si è inoltre registrata una crescita del +2,9% degli utenti delle piattaforme social. In particolare 31 milioni di utenti attivi sui social lo sono da dispositivi mobili.

Ci è chiaro quanti siamo, ma forse non quanto tempo passiamo connessi.

Bene, i dati ci dicono che in media passiamo oltre 6 ore al giorno connessi (di cui circa un terzo sui social) .

E cosa facciamo in queste 6 lunghe ore?

Il 92% degli italiani guarda video online, ma anche il mondo del gaming è assolutamente da annoverare fra le attività online preferite dagli italiani.

E naturalmente, come anticipato precedentemente, noi italiani navighiamo sui social.

YouTube, Facebook, WhatsApp, Messenger, Instagram sono le piattaforme social più utilizzate nel nostro paese. 

Oltre a questi colossi vediamo Twitter e LinkedIn sui quali è attivo rispettivamente il 32% e 29% della popolazione italiana. All’interno dell’ecosistema Facebook (che comprende quindi anche Whatsapp, Messenger e Instagram) la fascia d’età più attiva risulta essere quella dai 25 ai 34 anni d’età, seguita da quelle 35-44 e 45-54.

Agli italiani piace molto anche fare acquisti online. Due italiani su tre effettuano acquisti o pagamenti online, e il 42% li effettua da dispositivi mobili.

Le categorie merceologiche più in crescita in questo senso sono quelle relative al cibo e alla cura della persona, all’ arredamento e agli elettrodomestici.

Dalla considerazione di questi sintetici ma estremamente rappresentativi punti è evidente quindi come in Italia gli utenti dei social cerchino in essi forme di svago e divertimento, declinate su molte piattaforme diverse  e per molto tempo (6 ore online, quasi 2 sui social, ogni giorno). 

 

Dal panorama digital del 2019 alle prospettive per il 2020

Che impatto avrà tutto questo sulle strategie di marketing? Come cambierà il lavoro dell’agenzia al cospetto di questo variegato paesaggio?

Per qualsiasi brand sarà di fondamentale importanza la conoscenza degli utenti del web e dei social al fine di apprenderne gli schemi comportamentali, le loro tendenze e la loro evoluzione, per poter poi raggiungere loro attraverso un approccio strategico, per soddisfarne ogni esigenza. I contenuti diventeranno sempre più “esperienze”, volte a stimolare il giudizio e l’interazione, che non vengano percepite come interruzione delle proprie attività di svago online. Si veda l’esplosione del formato stories, per averne un esempio.

Quali saranno, dunque, i compiti dell’agenzia?

L’agenzia di comunicazione, per come la conosciamo oggi, sembra essere destinata ad estinguersi se non si adegua alle nuove esigenze dei clienti, stando al passo con le nuove tecnologie di automazione.

Stiamo vivendo giorni di rivoluzione del mercato digitale e della relativa offerta rivolta alle imprese.

Con l’accesso a sempre più numerose informazioni e fonti di dati dalle quali attingere per segmentare e raggiungere il pubblico giusto, l’automazione tramite Machine Learning e Intelligenza Artificiale cambieranno numerosi aspetti della grande famiglia di cui fanno parte Google Ads e Facebook Ads, per esempio. Come? Compiti semplici e ripetitivi come la creazione di annunci Google e Facebook potranno essere automatizzati.

Il prezzo da pagare per tale automatizzazione sembra essere il sacrificio della creatività, dell’intuito e della strategia che solo l’intelligenza “umana” può dare.

Tuttavia, una delle più sorprendenti caratteristiche dell’intelligenza di noi esseri umani, è la flessibilità e l’adattabilità.

Di fronte all’automatizzazione dei processi le agenzie hanno la grande opportunità di adeguarsi al cambiamento, riformulando la propria strategia e le proprie metodologie d’azione. Le agenzie diventano progressivamente “piloti di piloti automatici” - con un’efficace espressione di Massimiliano Baldocchi. Ciò significa, concretamente, che solo le agenzie possono scegliere quali dati considerare ed in base a quali dati i sistemi automatizzati debbano agire. Solo le agenzie possono individuare gli obiettivi dell’azienda e stabilirne una corrispondenza con la tipologia di campagna ed i suoi risultati. Solo l’agenzia può decidere di deviare da una linea pre-determinata e di intraprendere azioni correttive, qualora fossero necessarie.

Dunque, quali caratteristiche dell’agenzia si trasformeranno in autentico valore per il cliente?

Forse la capacità di fornire all’azienda una valida consulenza ed una efficace proposta strategica?

Forse l’abilità di raccogliere i dati giusti, mettendoli poi in una forma chiara e coerente, in base agli obiettivi da raggiungere?

Se è vero che l’intelligenza artificiale ottimizza ciò che apprende, é l’intelligenza umana - o le skills dell’agenzia - a determinare la qualità di ciò che essa deve apprendere.

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