Treebe - Sviluppo software e comunicazione

AGENZIA SVILUPPO SOFTWARE E COMUNICAZIONE

Email: [email protected]

Tel: +39 328 255 1541

SEGUICI

AGENZIA SVILUPPO SOFTWARE E COMUNICAZIONE

Email: [email protected]

Tel: +39 328 255 1541

Social network , Strategie

Tu sei il tuo brand! Ecco tutti i segreti del personal branding.

Tu sei il tuo brand! Ecco tutti i segreti del personal branding.

“Vorrei essere come lui/lei”… ” Vorrei proprio andare da lei/lui”… “Ci vorrebbe proprio una sua consulenza!”… ”Ma come fa a fare tutto questo?!”

Se questi pensieri ti sono familiari, probabilmente è perché ti sei soffermato (più o meno consapevolmente) sull’osservazione di un profilo su un social o su una piattaforma interamente dedicato e condotto da un carismatico individuo, che si occupa - con ogni probabilità - di ciò che più ti interessa.

Avrai notato come lui/lei sia circondato da un’aura ben bilanciata fra perfezione e cura dei dettagli e quotidiana umanità. 

Avrai notato come sia naturale nelle sua fotografie e nei suoi video, anche in déshabillé o senza make-up… pur mantenendo un carattere spiccato e distintivo.

In fondo un po’ ti somiglia, quando riesci a scattarti un selfie ben riuscito, dopo dozzine di tentativi.

Eppure c’è qualcosa che lo/la rende allo stesso tempo strumento e fine di un proficuo business. È il caso per esempio di un libero professionista, uno medico, un operatore sanitario, un operatore del benessere/olistico, un artista, un personal trainer o un professionista del fitness… che è riuscito a trasporre la propria identità da professionista a vero e proprio brand. In che modo? Sicuramente puntando su quanto segue:

  • Personalità ben definita: il nostro potente comunicatore nonché venditore di sé stesso ha un carattere inconfondibile, uno stile di abbigliamento particolare o ancora delle frasi tipiche o delle espressioni del volto ricorrenti. O ancora ambienta i suoi video in spazi caratterizzati da colori ben precisi e realizza grafiche con la medesima gamma cromatica o con una strettamente affine. Questi tratti contribuiscono a definite la sua specifica individualità da un punto di vista visivo e percettivo. Tuttavia, alla base di tale visione e percezione c’è una solida struttura di valori, idee, contesti, obiettivi che l’individuo in questione proietta in una prospettiva empatica. Cosa significa? Sicuramente che il secondo segreto del personal branding  è...
  • L’empatia: i valori, le idee, gli obiettivi, i contesti sociali e culturali del professionista che sta facendo del personal branding non sono casuali, ma accuratamente progettati al fine di incontrare, completare o esprimere alla massima potenza la costellazione di valori e ambizioni propria del pubblico al quale si rivolge. Tale costellazione diviene dunque uno spazio di CONDIVISIONE, dove le differenze fra “uomini comuni” e “idoli del web” non sono di contenuto, ma di grado. L’idolo del web è essenzialmente uguale all’uomo comune, semplicemente esprime le sue aspirazioni al massimo grado. Tuttavia il suo ruolo non è solo quello di un modello relativamente irraggiungibile al quale relazionarsi solo in un’ottica di ammirazione o emulazione. Il fine ultimo di chi fa del personal branding - in quanto tale operazione rientra pur sempre nella e macrocategorie del marketing e della vendita - dev’essere quello di…
  • Offrire soluzioni a problemi o fornire realizzazioni concrete di desideri: occorre trasformare il desiderio di emulazione nella condizione ideale per vendere la soluzione al bisogno che giace latente alle spalle del desiderio. Un esempio? Ho bisogno di riconoscimento sociale ma non so come raggiungerlo. Ecco, il professionista/brand altamente riconosciuto socialmente grazie alle sue attività può darmi consulenze e strumenti per far sì che io possa svolgere le sue medesime attività guadagnando progressivamente una simile percezione di autorevolezza e riconoscibilità sul piano sociale. Ma perché io, comunissimo individuo, dovrei rivolgermi proprio a quel professionista, quando mi trovo in un mondo dove l’offerta, anche di professionisti, è ampia e variegata?
  • Unique Selling Proposition: la risposta è in queste tre parole anglosassoni, che ci parlano di una promessa di valore rivolta al pubblico, unica e riconoscibile. In termini pratici questa promessa va espressa in modo chiaro e immediato, rendendo palese ai tuoi potenziali utenti quale sia la tua mission. Cosa offri? Qual é il tuo ruolo sul web e per la vita dei potenziali utenti?

Questi concetti vanno però trasposti in una pratica quotidiana di Personal Branding, come se si trattasse di un rituale o un di un assiduo training.

Bisogna scegliere la piattaforma giusta per metterlo in atto, in primo luogo. L’importanza della piattaforma è cruciale: è lo spazio su misura per la persona.

Può trattarsi di un social network, come Instagram, o di YouTube, per esempio. La piattaforma è il luogo dove le idee prendono forma, diventano visibili e alla portata di tutti. 

Per questo è anche necessario trovare uno stile di comunicazione personale, né troppo banale e quotidiano, né troppo formale.

Lo stile di comunicazione è fatto di parole…e immagini. Al giorno d’oggi è difficile sfuggire all’idea di cimentarsi con fotografia e video, anche per i più timidi. Una buona strategia per prendere gradualmente confidenza con l’obiettivo è iniziare ad utilizzare le Instagram Stories. Queste sono uno strumento estremamente semplice, da utilizzare  con rapidità e spontaneità, non riprendendo necessariamente e ripetutamente sé stessi, ma facendo percepire chiaramente che si tratta di un focus sulla propria vita ”reale”.

Il Personal Branding sembra quindi una complessa costruzione virtuale, ma il suo fine é creare una semplice realtà, dove ai desideri si risponde con concrete soluzioni.

Ti è piaciuto il nostro articolo?

Social network , Strategie

Tu sei il tuo brand! Ecco tutti i segreti del personal branding.

Tu sei il tuo brand! Ecco tutti i segreti del personal branding.

“Vorrei essere come lui/lei”… ” Vorrei proprio andare da lei/lui”… “Ci vorrebbe proprio una sua consulenza!”… ”Ma come fa a fare tutto questo?!”

Se questi pensieri ti sono familiari, probabilmente è perché ti sei soffermato (più o meno consapevolmente) sull’osservazione di un profilo su un social o su una piattaforma interamente dedicato e condotto da un carismatico individuo, che si occupa - con ogni probabilità - di ciò che più ti interessa.

Avrai notato come lui/lei sia circondato da un’aura ben bilanciata fra perfezione e cura dei dettagli e quotidiana umanità. 

Avrai notato come sia naturale nelle sua fotografie e nei suoi video, anche in déshabillé o senza make-up… pur mantenendo un carattere spiccato e distintivo.

In fondo un po’ ti somiglia, quando riesci a scattarti un selfie ben riuscito, dopo dozzine di tentativi.

Eppure c’è qualcosa che lo/la rende allo stesso tempo strumento e fine di un proficuo business. È il caso per esempio di un libero professionista, uno medico, un operatore sanitario, un operatore del benessere/olistico, un artista, un personal trainer o un professionista del fitness… che è riuscito a trasporre la propria identità da professionista a vero e proprio brand. In che modo? Sicuramente puntando su quanto segue:

  • Personalità ben definita: il nostro potente comunicatore nonché venditore di sé stesso ha un carattere inconfondibile, uno stile di abbigliamento particolare o ancora delle frasi tipiche o delle espressioni del volto ricorrenti. O ancora ambienta i suoi video in spazi caratterizzati da colori ben precisi e realizza grafiche con la medesima gamma cromatica o con una strettamente affine. Questi tratti contribuiscono a definite la sua specifica individualità da un punto di vista visivo e percettivo. Tuttavia, alla base di tale visione e percezione c’è una solida struttura di valori, idee, contesti, obiettivi che l’individuo in questione proietta in una prospettiva empatica. Cosa significa? Sicuramente che il secondo segreto del personal branding  è...
  • L’empatia: i valori, le idee, gli obiettivi, i contesti sociali e culturali del professionista che sta facendo del personal branding non sono casuali, ma accuratamente progettati al fine di incontrare, completare o esprimere alla massima potenza la costellazione di valori e ambizioni propria del pubblico al quale si rivolge. Tale costellazione diviene dunque uno spazio di CONDIVISIONE, dove le differenze fra “uomini comuni” e “idoli del web” non sono di contenuto, ma di grado. L’idolo del web è essenzialmente uguale all’uomo comune, semplicemente esprime le sue aspirazioni al massimo grado. Tuttavia il suo ruolo non è solo quello di un modello relativamente irraggiungibile al quale relazionarsi solo in un’ottica di ammirazione o emulazione. Il fine ultimo di chi fa del personal branding - in quanto tale operazione rientra pur sempre nella e macrocategorie del marketing e della vendita - dev’essere quello di…
  • Offrire soluzioni a problemi o fornire realizzazioni concrete di desideri: occorre trasformare il desiderio di emulazione nella condizione ideale per vendere la soluzione al bisogno che giace latente alle spalle del desiderio. Un esempio? Ho bisogno di riconoscimento sociale ma non so come raggiungerlo. Ecco, il professionista/brand altamente riconosciuto socialmente grazie alle sue attività può darmi consulenze e strumenti per far sì che io possa svolgere le sue medesime attività guadagnando progressivamente una simile percezione di autorevolezza e riconoscibilità sul piano sociale. Ma perché io, comunissimo individuo, dovrei rivolgermi proprio a quel professionista, quando mi trovo in un mondo dove l’offerta, anche di professionisti, è ampia e variegata?
  • Unique Selling Proposition: la risposta è in queste tre parole anglosassoni, che ci parlano di una promessa di valore rivolta al pubblico, unica e riconoscibile. In termini pratici questa promessa va espressa in modo chiaro e immediato, rendendo palese ai tuoi potenziali utenti quale sia la tua mission. Cosa offri? Qual é il tuo ruolo sul web e per la vita dei potenziali utenti?

Questi concetti vanno però trasposti in una pratica quotidiana di Personal Branding, come se si trattasse di un rituale o un di un assiduo training.

Bisogna scegliere la piattaforma giusta per metterlo in atto, in primo luogo. L’importanza della piattaforma è cruciale: è lo spazio su misura per la persona.

Può trattarsi di un social network, come Instagram, o di YouTube, per esempio. La piattaforma è il luogo dove le idee prendono forma, diventano visibili e alla portata di tutti. 

Per questo è anche necessario trovare uno stile di comunicazione personale, né troppo banale e quotidiano, né troppo formale.

Lo stile di comunicazione è fatto di parole…e immagini. Al giorno d’oggi è difficile sfuggire all’idea di cimentarsi con fotografia e video, anche per i più timidi. Una buona strategia per prendere gradualmente confidenza con l’obiettivo è iniziare ad utilizzare le Instagram Stories. Queste sono uno strumento estremamente semplice, da utilizzare  con rapidità e spontaneità, non riprendendo necessariamente e ripetutamente sé stessi, ma facendo percepire chiaramente che si tratta di un focus sulla propria vita ”reale”.

Il Personal Branding sembra quindi una complessa costruzione virtuale, ma il suo fine é creare una semplice realtà, dove ai desideri si risponde con concrete soluzioni.

Ti è piaciuto il nostro articolo?

PARLACI DEL TUO PROGETTO

wtreebe
Piazza Luigi di Savoia, 22
70121 Bari
P.IVA IT08002720723
Email: [email protected]
Telefono: +39 328 255 1541

Privacy & cookies policy
confbaribat